Samet Durgun Fotografo
Indice
IT

Guide sul campo

Journal · Contesto · Aggiornato a ottobre 2026

Come Get Your Honey non è un caso isolato. Undici guide sul campo mostrano che posto occupa. Sette riguardano i fotografi e i fotolibri che lavorano attorno alle stesse domande, e altre quattro gli artisti che fanno lo stesso in altri media.

Sono Samet Durgun, fotografo a Berlino. Ho realizzato Come Get Your Honey con rifugiati e richiedenti asilo queer, trans e non conformi al genere in questa città, e un insieme di lavori come questo può cominciare a sembrare, dall’interno, l’unico del suo genere. Non lo è, e preferisco dirlo. Altre persone lavorano da anni attorno alle stesse domande: chi in Germania, chi altrove, chi dall’altro capo delle stesse rotte, chi sulla vita queer senza che la migrazione compaia affatto nel quadro, chi nella fotografia e altrettanti fuori da essa. L’ho scritto sotto forma di undici mappe separate anziché di un unico lungo elenco. Porre le stesse quattro domande ai fotografi e a tutti gli altri produce mappe diverse, uno scaffale di libri è ancora un’altra mappa, e «Samet Durgun e altre cento persone» è una chiave di lettura più debole che leggere direttamente di quelle cento persone.

Niente di tutto questo è una classifica, e ho cercato di applicare un criterio rigoroso. L’identità di una persona o un’affermazione di fatto sul suo lavoro compare qui solo dove potevo davvero garantirne la fondatezza, non dove una prima ricerca sommaria l’aveva fatta emergere. Un buon numero di nomi da cui sono partito non ha superato quella prova e non compare nelle guide finali. La maggior parte di queste persone non le ho mai incontrate.

Fotografia

Fotografi che lavorano su rifugiati, migrazione forzata e asilo → L’inquadratura più ampia, che va da fotografi che cominciano dopo la barca e il confine anziché da lì, a lavori che passano la macchina fotografica alle persone di cui parlano, a lavori che trasformano l’apparato dello sguardo nel soggetto stesso. Mostra dove il mio Come Get Your Honey si inserisce in una tradizione ben più ampia di quella berlinese.

Fotografi che sono rimasti: la fotografia della migrazione dopo l’arrivo → La maggior parte della fotografia sulla migrazione si ferma al confine, alla barca o al campo. Questa guida comincia dopo, con i fotografi che sono rimasti con le stesse persone una volta arrivate, per anni, e ne hanno ricavato un libro o una mostra. È una lista breve per scelta, e ne spiega il perché.

Fotografi che raccontano la vita dei rifugiati queer in Germania → Restringendo il campo alla sola Germania, il numero si riduce in fretta. Questa guida riguarda i fotografi che lavorano oggi dove vita queer, asilo e vita quotidiana si incontrano qui, alcuni attraverso relazioni e biografia personale, altri a partire da un lavoro di consulenza e sostegno, altri ancora con un documentario di lungo corso, dall’esterno.

Fotografi queer originari o con base in Germania → Mettendo da parte del tutto la migrazione si trova la genealogia molto più ampia di fotografi tedeschi e con base in Germania che hanno passato decenni a capire come si possa anche solo fotografare la vita queer, da Wolfgang Tillmans e Sven Marquardt fino alla generazione che lavora oggi. È la genealogia in cui si inserisce il mio lavoro, tanto quanto quella sui rifugiati.

Fotografi queer a Berlino → La maggior parte delle persone nella guida qui sopra vive proprio nella città in cui vivo anch’io, e questa guida prende Berlino per quello che è: chi ha fotografato la vita queer qui, dalla Berlino Ovest degli anni Ottanta e dal SO36 degli anni Novanta fino a chi lavora oggi su intimità, genere, migrazione ed esilio. È la pagina in cui Come Get Your Honey ha i suoi vicini più prossimi.

Fotografi queer emergenti nel mondo → Questa guida va oltre la Germania, verso una generazione di fotografi queer all’inizio della carriera, al lavoro su sei continenti attorno a migrazione, famiglia, fede, terra e corpo. Sono una voce in questo ambito, non un caso a parte al suo interno.

Fotolibri su rifugiati queer, asilo e migrazione → Lo stesso panorama, visto attraverso i libri anziché le persone: i cinque fotolibri pubblicati sui rifugiati queer e sull’asilo che ho potuto verificare, lo scaffale più ampio sulla migrazione forzata in cui rientrano, e i progetti che non sono mai diventati libri. È uno scaffale corto, e il mio Come Get Your Honey è l’unico, tra questi, realizzato in Germania.

Oltre la fotografia

Artisti che lavorano su rifugiati, migrazione forzata e asilo → La stessa inquadratura più ampia della prima guida, in cinema, letteratura, suono, teatro e scultura anziché in immagini fisse. Va da una famiglia che filma con un telefono il proprio viaggio verso la salvezza, al relitto recuperato di una barca esposto senza didascalia alla Biennale di Venezia, fino all’unica macchina fotografica dell’intera guida, che è la mia.

Artisti che si occupano della vita dei rifugiati queer in Germania → Il panorama più ampio attorno a Come Get Your Honey una volta tolta di mezzo la fotografia. Vuol dire drag e cabaret, teatro e letteratura, cinema e musica, ovunque vita queer e asilo si incontrino davvero qui. In questa sono presente solo come fotografo e come amico.

Artisti queer originari o con base in Germania → I pittori, i performer e gli scrittori che fanno in altri media ciò che la genealogia fotografica fa in immagini, da una galleria autogestita in una città divisa a un romanzo la cui voce narrante non binaria cerca un linguaggio tutto suo.

Artisti queer emergenti nel mondo → La guida gemella a quella sui fotografi emergenti, in tutto tranne che nella fotografia: scultura, performance, cinema, suono, drag, scrittura, artigianato e moda, sulle stesse domande di migrazione, famiglia, fede, terra e corpo.

La serie completa Come Get Your Honey è online, e c’è un resoconto più semplice di cosa sia Come Get Your Honey e di chi vi abbia preso parte.

← Inizio